Offerte di Lavoro e notizie Lavoro Italia

Lavoro Valle Aosta

Trova notizie sull' occupazione in Valle d' Aosta, in tutti i settori, turistico, servizi.

Incontro tecnico all'Ascom sul nuovo Cityporto

E' stato fissato per le 15.30 di martedì 7 febbraio, presso la sede Ascom - Confcommercio di Aosta, un incontro tecnico per illustrare ai commercianti le modalità di svolgimento del servizio Cityporto.
Leggi tutto...

Crisi economica: torna a crescere in Valle d'Aosta la disoccupazione

La conferma è arrivata ieri nel corso della presentazione della quinta edizione dell’Annuario Statistico della Valle d’Aosta 2011. Quasi 3mila sono le persone senza lavoro in Valle d’Aosta
Leggi tutto...

Chiamate pubbliche: 2 posti da Oss, 2 da assistente domiciliare e 1 da educatore

Mercoledì 8 febbraio 2012 dalle 9,00 alle 13,00 presso i centri per l’impiego di Aosta, Morgex e Verrès verranno espletate le chiamate pubbliche su presenza, che questa settimana riguardano complessivamente 5 lavoratori.
Leggi tutto...

EPACA INFORMA : ecco come cambiano le pensioni dal 2012

A decorrere dal 1° gennaio 2012, le pensioni saranno denominate soltanto Pensioni di vecchiaia ordinaria e Pensione anticipata. Ecco di seguito una sintesi sui nuovi requisiti previsti per la pensione di vecchiaia dei lavoratori autonomi (coltivatori diretti, coloni e mezzadri, artigiani e commercianti) e dei dipendenti. La prossima settimana ci dedicheremo alle nuove pensioni anticipate (in passato pensioni di anzianità). Pensione di vecchiaia ordinaria - Per il diritto alla pensione di vecchiaia ordinaria, la riforma ha introdotto nuovi requisiti anagrafici e contributivi. Si parte già da quest’anno. Per coloro che maturano i requisiti dal 1.1.2012 in poi, la pensione di vecchiaia per gli uomini (dipendenti e autonomi) si consegue al compimento di 66 anni di età e un’anzianità contributiva di almeno 20 anni. Fermo restando il requisito contributivo minimo di 20 anni, invece, le donne conseguono il diritto alla pensione di vecchiaia nel 2012 al raggiungimento dell’età anagrafica riportata nella seguente tabella: Requisito anagrafico per la pensione di vecchiaia     Dipendenti pubbliche   Dipendenti private*   Lavoratrici autonome **   2012   66 anni   62 anni   63 anni e 6 mesi   *per chi all’Inps ha solo contributi da dipendente ** per chi ha soli contributi autonomi o misti autonomi-dipendenti o iscritte alla Gestione separata dell’Inps   Per i lavoratori e le lavoratrici con primo accredito contributivo successivo al 1° gennaio 1996 è richiesta l’ulteriore condizione che l’importo della pensione non sia inferiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale, questa soglia non è richiesta ai lavoratori che hanno raggiunto i 70 anni di età e siano in possesso di un’anzianità contributiva minima effettiva di almeno 5 anni. Per le dipendenti private e le lavoratrici autonome, l’età pensionabile sarà ulteriormente elevata nel 2014 – 2016 – 2018. Inoltre, tutti i requisiti anagrafici (uomini e donne) dal 2013 saranno indicizzati alla speranza di vita (3 mesi in più dal 2013, 4 mesi in più dal 2016). E’ prevista un’eccezione solo per le dipendenti private che maturino 20 anni di contributi e compiano 60 anni di età entro il 31 dicembre 2012, in quanto potranno andare in pensione di vecchiaia al compimento dei 64 anni di età, se più favorevole rispetto ai nuovi requisiti. Si ricorda che per accedere alla pensione di vecchiaia occorre aver cessato l’attività di lavoro dipendente. Nuove decorrenze - Per chi matura i suddetti requisiti per il pensionamento dal 2012 non si applica più, salvo alcune eccezioni di Legge, la normativa sulle decorrenze differite per andare in pensione (cosiddette finestre di uscita di un anno, per i dipendenti, e di diciotto mesi, per gli autonomi). Al riguardo, occorre segnalare che la prosecuzione dell’attività lavorativa è incentivata attraverso l’applicazione di coefficienti di trasformazione calcolati fino all’età di 70 anni. Inoltre, per i dipendenti sono estese le tutele del licenziamento fino alla suddetta età. Contributivo-pro rata - La riforma introduce il sistema di calcolo contributivo per tutti i periodi di anzianità contributiva maturati dal 1° gennaio 2012 anche per i lavoratori che avevano almeno 18 anni di anzianità contributiva alla data del 31.12.1995. Il criterio applicato è quello del pro-rata (continueranno quindi ad essere liquidati col sistema di calcolo retributivo gli anni di anzianità contributiva fino a tutto il 2011). Per una consulenza personalizzata è possibile rivolgersi al Patronato Epaca: gli operatori Epaca forniranno gratuitamente tutta l’assistenza necessaria, verificando il raggiungimento dei requisiti previsti dalla normativa vigente. Per conoscere l’ufficio Epaca più vicino, si può telefonare al numero verde 800.667711 o visitare il sito Internet http://www.epaca.it/  
Leggi tutto...

2 febbraio : LE REGIONI CONTRO L'IMU SUI FABBRICATI AGRICOLI STRUMENTALI

CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME 12/11/CR5/C10 ORDINE DEL GIORNO IN MATERIA DI APPLICAZIONE DELL’IMU ALLE AZIENDE AGRICOLE LA CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME, VISTA la legge n. 214 del 2011 di conversione del decreto legge n. 201 del 2011, recante "Disposizioni urgenti per la crescita l’equità e il consolidamento dei conti pubblici" la quale prevede che l’imposta municipale unica (IMU), istituita dal decreto legislativo n. 23 del 2011, sia applicata a partire dal 2012; PREMESSO che all’imposta (sostitutiva dell’ICI e dell’IRPEF sulla rendita catastale) risultano essere assoggettati sia i terreni agricoli, sia i fabbricati rurali; CONSIDERATO CHE: • si tratta di una modifica sostanziale della fiscalità, applicata al settore primario, e, in particolare, ai beni funzionali all’esercizio dell’attività agricola, che vengono assimilati, in buona parte, a puro e semplice patrimonio; • viene meno il regime di fiscalità speciale sino ad oggi riconosciuto al settore, in virtù dei ruoli che l’agricoltore svolge e dei beni prodotti dallo stesso, non limitando, tali ultimi, alla pur essenziale produzione di cibo. Si pensi, in primis, alla salvaguardia del territorio e del paesaggio: attività connaturata all’esercizio dell’agricoltura, di cui tutti i cittadini godono, ma che, certamente, non risulta remunerata dal mercato; • nel caso specifico, inoltre, si trattano, similmente ad un qualsiasi immobile, le stalle, i fienili o, addirittura, le strutture degli alpeggi, utilizzate, per ragioni assolutamente evidenti e indipendenti dalla volontà degli allevatori, per una piccola parte dell’anno; • questi, come d’altra parte i terreni, costituiscono gli strumenti da lavoro dell’agricoltore e non possono, come tali, essere considerati alla stregua di pura e semplice ricchezza accumulata; • peraltro, l’IMU va a colpire l’agricoltura in un suo punto debole, costituito dalla forte immobilizzazione di capitali a bassissima redditività; • l’applicazione ai fabbricati rurali ad uso strumentale di un aliquota ridotta allo 0,2%, pur combinata con la facoltà riconosciuta ai comuni di ridurre dello 0,1% detta aliquota, produrrà comunque effetti devastanti, in considerazione del fatto che, a base del calcolo vengono inseriti anche i terreni. Tanto si tradurrà in un aggravio considerevole per le aziende agricole; • pur non sottovalutando il carattere di eccezionalità della manovra finanziaria e il particolare periodo che stiamo vivendo, emerge una forte preoccupazione circa gli effetti che l’applicazione di questa nuova imposta possa avere su un settore strutturalmente fragile, dal punto di vista economico, ed alle prese con gli effetti di una crisi particolarmente grave;   • l’applicazione dell’IMU potrebbe, verosimilmente, accelerare il processo di dismissione del settore agricolo, che l’ultimo censimento ha fotografato in modo inequivocabilmente in declino. L’appesantimento tributario si pone in antitesi, anche, rispetto agli auspicati, e mai attuati, interventi di politica agraria nazionale indispensabili per lo sviluppo di questo comparto; • ad essere colpite maggiormente potrebbero essere le aree a minor redditività (montagna ed aree svantaggiate in genere), che spesso collimano con territori di particolare pregio ambientale e paesaggistico; l’abbandono dell’attività agricola, in tali casi, determinerebbe conseguenze devastanti ed irreversibili a danno dell’intera collettività (si pensi, in primis, alla compromissione degli equilibri idrogeologici); • si tratta di un imposta le cui indicazioni attuative appaiono oggi discutibili e contraddittorie, anche rispetto alle posizioni assunte da gran parte dei governi e dei parlamentari europei in ordine alla politica agricola comune, di cui si discute attualmente la riforma CHIEDE AL GOVERNO Roma, 2 febbraio 2012 • di esentare dal pagamento dell’imposta i fabbricati rurali ad uso strumentale, o quantomeno si valuti la possibilità di una consistente riduzione degli oneri, attualmente previsti per gli stessi, con particolare riferimento a quelli dislocati in aree svantaggiate; • di rivedere il meccanismo di calcolo relativo ai terreni condotti dagli agricoltori, in considerazione delle peculiarità del settore agricolo che, sino ad oggi, hanno determinato l’applicazione di specifiche regole fiscali; • l’immediata apertura di un tavolo di confronto, Governo-Regioni, volto ad individuare criteri alternativi di applicazione dell’IMU, tali da consentire di salvaguardare gli obiettivi del decreto "Salva Italia", senza pregiudicare la sussistenza del settore agricolo italiano.
Leggi tutto...

Pagina 1 di 9

  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  3 
  •  4 
  •  5 
  •  6 
  •  7 
  •  8 
  •  9 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »

Notizie | Scegli regione

Mappa dell'Italia Puglia Molise Campania Abruzzo Marche Lazio Umbria Basilicata Toscana Emilia Romagna Calabria