Sabato 11 febbraio partiranno anche da Genova i pullman diretti a Roma e provenienti da tutte le regioni d'Italia. La Fiom, con il sostegno della Cgil, ha indetto una grande manifestazione delle lavoratrici e dei lavoratori metalmeccanici per riconquistare il contratto di lavoro e per la democrazia e la libertà sindacale. Il concentramento è previsto per le ore 14,00 a Piazza della Repubblica, mentre il corteo si concluderà a Piazza San Giovanni dove si terrà il comizio conclusivo con la presenza, tra gli altri, di Maurizio Landini Segretario Generale Fiom Cgil. Federmeccanica, recedendo dal contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici italiani, siglato nel 2008 da Fiom Fim Uilm, non ne riconosce più la validità e ritiene valido l'accordo separato firmato con Fim e Uilm nel 2009. Questo vale per tutti i lavoratori, anche per quelli iscritti o non iscritti ad altre organizzazioni sindacali. E' un atto grave di arroganza e prepotenza. Quel contratto prevede che dal 1 gennaio 2012 diventino possibili deroghe normative e salariali nelle singole aziende (sullo schema di quanto avvenuto in Fiat a Pomigliano e Mirafiori), che difficilmente - per non dire certamente - saranno di miglior favore rispetto ai diritti contenuti nel contratto nazionale unitario. Con questo atto inoltre Federmeccanica non riconosce più la Fiom in quanto struttura sindacale organizzata e ciò produrrà una serie di ricadute negative in merito all'applicazione dei diritti sindacali. Ad esempio nelle elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie, la lista Fiom non potrà più partecipare (per le aziende Federmeccanica) alla quota che elegge un terzo dei delegati con il risultato che la Fiom sarà sempre minoranza fra i delegati anche nel (frequente) caso in cui, la Fiom risulti in maggioranza nei voti espressi dai lavoratori. In poche parole, questa manovra vorrebbe cancellare il primo sindacato nei metalmeccanici per bloccare ogni possibilità di resistenza di lavoratori e lavoratrici. In questi giorni tanti lavoratori genovesi si stanno mobilitando contro la scelta di Federmeccanica di uscire dal contratto nazionale dei metalmeccanici, atto già messo in campo dalla Fiat di Marchionne. I lavoratori della Navalimpianti, ad esempio, hanno effettuato uno sciopero per ribadire la propria contrarietà al modello autoritario della Federmeccanica, della Confindustria e della Fiat. Il "prendere o lasciare" di Marchionne ha indignato profondamente cittadini e cittadine del nostro Paese che, anche attraverso la rete, si stanno muovendo con azioni di protesta. La Fiat, con l'accordo separato che estende a tutto il gruppo i termini dell'accordo di Pomigliano e cancella tutti gli accordi aziendali e il contratto nazionale, non viola solo il diritto del lavoro italiano, ma anche le convenzioni dell'Organizzazione internazionale del lavoro ratificate dal Governo italiano. È quello che vorrebbe fare anche Federmeccanica.
Francesco Grondona
Segretario Generale Fiom Cgil Genova
LA CGIL E’ IMPEGNATA FORTEMENTE NELLA CAMPAGNA “L’ITALIA SONO ANCH’IO“ .
COMUNICATO STAMPA
